Ottenere un esito negativo dopo un trasferimento embrionale durante un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è un’esperienza difficile. Quando questa situazione si ripete per due o più volte con embrioni di buona qualità, si parla clinicamente di fallimento da impianto ripetuto (RIF).
Per i pazienti italiani che affrontano trattamenti di FIVET/ICSI, comprendere le ragioni per cui l’embrione non riesce ad annidarsi nell’utero è il primo passo per orientare la strategia medica.
Definizione clinica del fallimento da impianto
Nella medicina riproduttiva moderna, si definisce fallimento da impianto il mancato raggiungimento di una gravidanza clinica dopo il trasferimento di almeno 2-3 blastocisti di eccellente qualità o di embrioni euploidi analizzati tramite PGT-A.
L’annidamento richiede una sincronia perfetta tra l’embrione e l’endometrio.
Le tre cause principali del fallimento da impianto
L’analisi medica del fallimento da impianto valuta tre fattori fondamentali illustrati nell’infografica medica:
Fattore embrionale e anomalie genetiche
Anche un embrione morfologicamente perfetto può presentare alterazioni cromosomiche (anucleoidie). Dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) confermano che le anomalie genetiche embrionali rappresentano la causa principale di mancato impianto e aborto precoce.
Il test genetico pre-impianto (PGT-A) consente di identificare gli embrioni euploidi prima del transfer.
Fattore uterino e ricettività endometriale
L’endometrio è ricettivo solo durante la cosiddetta “finestra di impianto”. Uno spostamento di questa finestra temporale impedisce l’annidamento.
Patologie uterine frequenti includono:
- Endometrite cronica: Infiammazione asintomatica della mucosa uterina.
- Anomalie strutturali: Polipi, miomi sottomucosi o sindrome di Asherman.
- Idrosalpinge: Presenza di liquido tubarico tossico per l’embrione.
Fattore immunologico e trombofilico
L’accettazione dell’embrione richiede una specifica tolleranza immunitaria materna. Alterazioni immunitarie o trombofilie ereditarie/acquisite possono causare microtrombi e ostacolare la vascolarizzazione placentare.
Esami diagnostici consigliati
In caso di fallimento da impianto ripetuto, è raccomandato eseguire:
- Test PGT-A: Diagnosi genetica pre-impianto sugli embrioni.
- Test di ricettività e microbiota endometriale (ERA, EMMA, ALICE): Valutazione della finestra di impianto e dell’ambiente batterico uterino.
- Isteroscopia diagnostica: Esame visivo della cavità uterina.
- Pannello trombofilia e immunologia: Screening per disturbi della coagulazione e anticorpi.
Percorsi terapeutici e solu+zioni avanzate
Quando i tentativi di FIVET convenzionali non portano al risultato sperato, è fondamentale valutare opzioni personalizzate.
Per approfondire i percorsi diagnostici e terapeutici dedicati alle coppie eterosessuali con problemi di fertilità, è possibile consultare i programmi specifici.
Maternità Surrogata nei casi di fattore uterino irreversibile
Qualora l’utero presenti danni irreversibili (es. sindrome di Asherman severa) o in presenza di ripetuti fallimenti da impianto di origine uterina, la gestazione per altri (maternità surrogata) rappresenta la soluzione medica per ottenere un figlio biologico.
Poiché le normative variano a livello internazionale, è fondamentale verificare in quali paesi esiste una legge sulla maternità surrogata regolamentata a tutela dei genitori intenzionali.
