La maternità surrogata (spesso definita in Italia con il termine dispregiativo “utero in affitto”) è una pratica vietata sul territorio nazionale dall’art. 12 della Legge 40/2004. Tuttavia, il ricorso a questa tecnica riproduttiva in Paesi dove è legale e regolamentata è una scelta per molte coppie italiane. Il momento del ritorno in patria apre una complessa fase legale: la trascrizione dell’atto di nascita estero e la conseguente iscrizione all’anagrafe (registro civile).
La giurisprudenza italiana su questo tema è in continua evoluzione, segnata da accesi dibattiti tra il rispetto dell’ordine pubblico e la necessità inderogabile di tutelare il superiore interesse del minore. In questo articolo analizziamo l’iter legale aggiornato alle ultime sentenze della Corte Suprema.
Il Blocco della Trascrizione Diretta e l’Ordine Pubblico
Per anni, alcune amministrazioni comunali (i Sindaci) hanno proceduto alla trascrizione integrale degli atti di nascita esteri che riportavano “due padri” o una madre d’intenzione non partoriente. Tuttavia, la Corte Costituzionale Italiana e le Sezioni Unite della Cassazione (con la storica sentenza n. 38162 del dicembre 2022) hanno posto un freno a questa prassi.
La Suprema Corte ha stabilito che la trascrizione diretta dell’atto di nascita estero con l’indicazione del genitore d’intenzione (colui che non ha legame biologico con il bambino) è contraria all’ordine pubblico italiano. Pertanto, il riconoscimento automatico del provvedimento straniero è precluso.
Il Riconoscimento del Genitore Biologico
Il primo passo per garantire i diritti fondamentali al bambino è l’iscrizione all’anagrafe attraverso il genitore biologico. L’ufficiale di stato civile del Comune di residenza (o tramite il Consolato italiano all’estero) è tenuto a trascrivere l’atto di nascita riconoscendo il legame genetico (solitamente il padre che ha conferito il seme). Questo atto conferisce al neonato la cittadinanza italiana e il diritto all’assistenza sanitaria e al passaporto.
Per prepararsi a questa fase, che inizia già nel Paese in cui avviene il parto, consigliamo di studiare la nostra guida dettagliata sui procedure per la nascita di un bambino tramite maternità surrogata, essenziale per raccogliere i documenti corretti come le Apostille dell’Aia.

L’Adozione in Casi Particolari (Stepchild Adoption)
Se la trascrizione automatica è vietata per il genitore d’intenzione, come si protegge la famiglia? La Corte di Cassazione ha indicato nell’adozione in casi particolari (art. 44, lett. d, della Legge 184/1983) lo strumento giuridico adeguato per riconoscere il legame affettivo e instaurare la filiazione legale.
Questo procedimento si svolge davanti al Tribunale per i Minorenni. A differenza dell’adozione legittimante tradizionale, la stepchild adoption è un iter più rapido che valuta l’idoneità affettiva e la stabilità familiare. Recenti interventi della Corte Costituzionale hanno inoltre garantito che questa forma di adozione crei legami civili anche con i parenti dell’adottante (nonni, zii), parificandola nei fatti a un’adozione piena in termini di diritti ereditari e familiari.
Confronto Internazionale e Riflessioni
La rigidità del sistema italiano contrasta con le soluzioni trovate in altri Paesi europei. Analizzando modelli limitrofi, come ad esempio l'[inscripción registro civil bebé subrogado] in Spagna, emerge come la presenza di una sentenza giudiziaria straniera (exequatur) possa talvolta facilitare percorsi che in Italia richiedono necessariamente un nuovo giudizio minorile. Questo sottolinea l’importanza di affidarsi a giuristi esperti nel diritto internazionale della famiglia.
L’Importanza di una Strategia Legale
Affrontare le iscrizioni all’anagrafe di un bambino nato da gestazione per altri non è un mero adempimento burocratico, ma una complessa strategia legale in due fasi (trascrizione biologica e adozione). I genitori intenzionali devono evitare il “fai da te” documentale. La supervisione di un avvocato specializzato fin dal concepimento del progetto all’estero è l’unica via per garantire che, al ritorno in Italia, il bambino veda pienamente riconosciuti i propri diritti, la propria identità e la propria famiglia.